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ARCHIVIO

Cavalleria Rusticana
Sabato 15 Aprile 2006

Teatro Malatesta - Montefiore Conca (RN)
CAVALLERIA RUSTICANA
di P. Mascagni
In forma semiscenica ed in Costume d'epoca.
Orchestra: "Ensemble della Regina"
Coro lirico della Regina di Cattolica
Direttore: Gilberto Del Chierico
Regia e Lighting Design: Luigi Gigli

Personaggi:
SANTUZZA, soprano - SIMONA BALDOLINI
TURIDDU, tenore - ROBERTO DE BIASIO
LUCIA, soprano - STELLA BILANCIONI
ALFIO, baritono - ALFIO GRASSO
LOLA, mezzosoprano - DANIELA BERTOZZI

NOTE:
Capolavoro ritenuto punto di svolta per l’evoluzione della storia musicale italiana, Cavalleria Rusticana
sconvolse improvvisamente il panorama melodrammatico di quegli anni offrendo, nell’arco di una sola
ora e un quarto, una perfetta sintesi di effusione melodica e di istintivo impeto drammatico.
L’opera, simbolo del verismo per antonomasia e composta per un concorso di giovani talenti, fece
emergere l’allora ventiseienne Mascagni dal nulla, il quale finalmente poté farsi apprezzare per la sua
irruenta spontaneità stilistica ed espressiva ma anche per gli ampi slanci sinfonici (eredità del wagnerismo)
e la capacità di utilizzo delle masse corali. Andata in scena per la prima volta sotto la direzione di
Leopoldo Mugnone con Gemma Bellincioni e Roberto Stagno come primi interpreti, Cavalleria
costituisce con Pagliacci il dittico più popolare del repertorio lirico mondiale.

da "La mia cavalleria ha cinquant'anni" di Pietro Mascagni
(La Domenica del Corriere - Marzo 1940)

"…così Cavalleria è partita, e ha galoppato felicemente. Non tocca a me ripetere quanto trionfale
sia stato il successo, né voglio rinnovare l'emozione indimenticabile di quei giorni. Ancora ripenso
con commossa gratitudine ai miei interpreti meravigliosi…e a tutti i pubblici che per cinquant'anni
hanno manifestato un continuo attaccamento al mio lavoro. Io sono soltanto lieto di aver giovato
in qualche cosa all'arte che ho sempre amato fin dai primi anni. In nome di questa arte io ho lavorato
e anche sofferto. Se cavalleria rusticana sia servita a tener viva e a difendere la tradizione della nostra
musica, è cosa che tocca alla storia dire: io l'ho creata con questo intento, per questo ideale."

da "Il cinquantenario di Cavalleria rusticana in Musica" di Pietro Mascagni
(Nuova Antologia - Gennaio 1940)

"...e mi chiudo nei miei dolcissimi ricordi e rievoco i giorni della preparazione di Cavalleria, fino
al momento della prima rappresentazione al Teatro Costanzi. Giorni di continua, indicibile emozione:
trovarsi a Roma;assistere alle prove al pianoforte di Gemma Bellincioni e di Roberto Stagno;
seguire l'allestimento scenico dello scenografo Bazzani, scena meravigliosa d'una impressionante
realtà di ambiente e di colore e poi ascoltare in beatitudine il coro, quel coro formato da veri artisti,
e finalmente sentire l'opera mia interpretata dal Maestro Leopoldo Mugnone, direttore di quella
Orchestra Massima, che fu chiamata l'orchestra aristocratica e che onorò sempre altamente il nostro
teatro lirico. Il mio sbalordimento toccò il massimo grado quando sentii l'interpretazione complessa
della mia musica eseguita in modo meraviglioso in tutti i suoi particolari. In preda alla più viva
commozione, rannicchiato in una poltrona, ascoltavo la mia musica come l'avevo ascoltata quando
me la dettava la Divinità, senza rendermi conto se realmente vivevo ancora, o se vivevo in un sogno
che realizzava il sogno che avevo fatto quando l'opera mi sortì dall'anima, tanto quella esecuzione
che ascoltavo era l'impressione precisa del mio sentimento. Mi pare di ricordare che ascoltai tutta
l'opera premendo con le mani la mia testa ed il mio cuore per la paura che si sperdessero; e sulla
labbra avevo continua una preghiera all'Onnipotente perché non mi facesse impazzire. E si arrivò
alla prima rappresentazione la sera del 17 maggio 1890. Qui la mia mente si ferma: ogni ricordo
viene sommerso dalla commozione che non mi abbandonò mai durante l'intera rappresentazione."

PIETRO MASCAGNI – (Livorno 1863 – Roma 1945)
Figlio di un fornaio, iniziò gli studi nella citta natale con A. Soffredini, cominciando a musicare liriche,
pezzi sacri e cantate. Trasferitosi a Milano, fu allievo di Ponchielli presso il Conservatorio cittadino
ed imbastì la sua prima opera tratta da un dramma di Heine, il “Guglielmo Ratcliff” , che terminò però
soltanto nel 1895. Dimostratosi ben presto insofferente alle regole scolastiche abbandonò il percorso
accedemico senza conseguire il diploma di composizione e, girovagando l’italia con compagnie di
operetta in qualità di direttore d’orchestra, il giovane musicista si stabilì in seguito a Cerignola come
direttore della Filarmonica, della banda e del municipale teatro. Dal borgo pugliese partecipò al
concorso indetto nel 1889 dalla Casa Editrice Sonzogno per un opera inedita ad atto unico, vincendolo
con un titolo divenuto il più trionfale fra i suoi lavori: “Cavalleria Rusticana”. L’opera segnò una
decisiva svolta nella vita del suo autore, che poté lasciare la condizione di anonimo maestro di provincia
per dedicarsi completamente alla composizione e alla direzione d’orchestra, ma anche nella compagine
musicale italiana di fine ‘800, presa come esempio-archètipo di opera verista italiana della “Giovane
scuola” di cui Mascagni è illustre esponente con Puccini, Cilea, Giordano, Leoncavallo, ecc.
A Cavalleria seguirono la commedia lirica “L’amico Fritz” (1891) e il dramma “I Rantzau” (1892).
Nel 1895 Mascagni prese la direzione del Liceo Musicale di Pesaro, dove rimase in carica fino al 1905,
e scrisse “Silvano”, poi il breve “Zanetto” (1896), “Iris” (1898), “Le Maschere” ( 1901) e “Amica” (1905);
di ispirazione decadentista sono “Isabeau” (1911) e la dannunziana “Parisina” (1913), mentre di impronta naturalistica le conseguenti “Lodoletta” (1917), “Il piccolo Marat” (1921), “Pinotta” (1932)
e “Nerone” (1935). Nella sua produzione musicale fanno parte anche due sinfonie, un poema sinfonico,
due cantate, una “Rapsodia Satanica” per orchestra e due operette: “Sì” e “Il re a Napoli”.

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